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3. La regola dei terzi

Microcorso di fotografia

Adesso andiamo a vedere la composizione dell’immagine secondo la regola dei terzi.

L’immagine deve essere bilanciata e ben posizionata per attirare l’attenzione sulla fotografia. Solitamente le foto stampate su grandi dimensioni risultano essere più belle, questo perché rappresentano un piccolo rebus da risolvere. L’occhio (e il cervello) viaggia sulla superficie e analizza in pochi istanti l’immagine. Poi, se la foto risulta interessante, va ad analizzare tutti i dettagli secondari.

Se questa cosa succede è un grande successo! In un mondo dove ci sono moltissime immagini che ci passano davanti, dare una seconda «visione» ad una foto è una cosa piuttosto inusuale.

Come ci si guadagna la seconda visione? La composizione dell’immagine secondo la regola dei terzi è uno dei modi più usati.

Immaginate che il vostro fotogramma contenga due linee orizzontali e due verticali che sono equidistanti. Esse tracciano 9 rettangoli disposti su una griglia 3×3.

Questa griglia immaginaria (che in alcune macchine fotografiche o app per telefono compare sullo schermo) serve distribuire il «peso» di quello che fotografiamo.

Facciamo degli esempi pratici. Vi ricordo che, le foto sono per nulla ricercate e non è il mio obiettivo farle belle o gradevoli, ma solo esplicative per gli esempi. Il motivo di questa scelta sta nel fatto di voler far risaltare la regola di cui si parla rispetto alla foto. Quindi anche nei vostri esercizi non cercate la foto del secolo! Al tempo stesso ci sono molte foto splendide che non seguono questa regola ma ora dobbiamo imparare.

 

Ad esempio in un paesaggio sarebbe meglio non mettere l’orizzonte al centro. Si crea un immagine troppo simmetrica e bilanciata per attirare l’attenzione su qualcosa.

 

 

 

 

 

Una soluzione è mostrare due terzi di cielo e un terzo di terreno. Questa soluzione è particolarmente indicata per quei cieli ricchi di nuvole.

 

 

 

Un’altra scelta è quella di mostrare più terreno che cielo. Questo ovviamente vale per quei paesaggi che hanno una grande varietà di colori e forme in cui il cielo passa in secondo piano.

 

 

 

 

Lo stesso vale per i ritratti. Posizionare il volto a caso nel fotogramma non è quasi mai una buona idea. Il viso ha una serie di forme e colori che richiede “ordine” nell’essere mostrato.

 

 

 

 

In questo caso abbiamo il centro del viso che è tagliato dalla linea verticale di sinistra e riempie due terzi del fotogramma. Lo spazio libero possiamo riempirlo con un fondo interessante o uno sfocato molto pronunciato. In entrambi i casi il volto occuperà uno spazio definito e non si “perderà” all’interno della foto.

 

Insomma avete capito l’utilizzo della griglia per meglio bilanciare l’immagine. Ora non resta che sperimentare. Mandando i vostri esperimenti al gruppo Telegram possiamo commentarli insieme.

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